Continua il viaggio in Sicilia di Francesca e i suoi amici. Messina, la signora Franca, lo stretto.

di Francesca

La Sicilia a modo mio #3. MessinaLa signora Franca è grassa grassa grassa, (grassa) 10, è più grassa anche di me che tu dici che non sono tanto grassa ma sono “in canne”. La signora Franca dice che è grassa perché il marito l’ha lasciata quando vivevano in Liguria e allora lei si è intristita e ha iniziato a mangiare mega roba, io le dico che invece sono grassa solo perché ho fame e che quando sono triste io mangio meno, e allora forse fin ad ora sono più i momenti che ero felice di quelli che ero triste.

La signora Franca è la tata di Tano e non so se si chiama proprio così, Tano dice che la si deve chiamare signora per rispetto, perché lei accudisce Tano e i suoi fratelli e la notte torna a casa sua lì vicino da suo papà, e gli fa una puntura finta perché lui crede di stare male e se lei gli fa la puntura lui dice che sta meglio. La signora Franca oggi ha cucinato mega roba succa, tre antipasti tre primi due secondi e mega tanti contorni.

A tavola siamo in dieci e qui a Messina fa un gran cauro e tu mi dici “minchia sei tutta squarata” e io rido perché, anche se non so che vuol dire, ho bevuto troppo nero d’Avola mega succo e mi viene voglia di ridere. Dopo pranzo siamo tutti tonfi di cibo e allora Tano, che ha una casa un po’ di lusso, ci fa accomodare sul terrazzone grande e ci dà da bere un digestivo potente che Martino dice che sembra lo sgroppin di Conegliano Veneto.

Dal di qui si vede il mare e Tano mi dice che non è proprio il mare ma è lo stretto, io penso che è un mare mega stretto. Tu vuoi andare in spiaggia a fare il bagno ma Luciuzza dice che abbiamo mangiato troppo e dobbiamo aspettare la fine della digestione impegnativa, io ho caldo e così si va tutti in spiaggia: sulla spiaggia del mare stretto.

La spiaggia qua sono sassi mega piccini bianchi, tu e Tano fumate sigarette potenti “che tanto qua nun ce ne fotte na minchia a nissuno” dici, io e Andrea sentiamo l’acqua. Martino bacia la sua ragazza, che ciccini, beati loro, a me tu non mi baci mai ma va meglio così perché hai un alito sempre troppo potente e poi mi fai troppo triste.

L’acqua è mega fredda mega fredda perché Tano dice che ci sono le correnti che uniscono la Sicilia alla Calabbria, però è anche trasparente e ho paura che se ci faccio la pipì poi si vede e tutti scappano. Che bello questo mare.

Ora stiamo tornando in città, Messina è tutta vicoli e stradone e in una piazzetta c’è un concerto e noi lo ascoltiamo bevendo birre fresche, Andrea è già ubriaco e quando dobbiamo tornare a Catania con l’autostrada anche tu dici che sei ubriaco e ti viene da dormire ma devi guidare e che così: “non ci scoppoliamo un cazzo”, allora io cerco di tenerti sveglio mentre Luciuzza si agita dicendo che se c’era Gabriele allora lui si che guidava bene. Ma Gabriele non è potuto venire ed è rimasto a Sarausa perché gli fa male l’appendicite e dice che sta sempre in bagno.

Siamo all’uscita di Catania di notte e fa meno caldo e tu guidi strano, vai veloce ed il velox ci fa la fotografia ed io sarò venuta mega brutta. Ridi e rido anche Martino dormicchia ma ride, che bella Messina, la mangiata e il mare stretto.