Continua il viaggio di Francesca in terra di Sicilia. Dopo l’l’Etna e Catania, ecco Taormina.

di Francesca Barzanti

La Sicilia a modo mio #2. TaorminaTaormina, anzi Taommina

Cavolo per arrivare a Taommina sono dieci minuti che camminiamo e piove pure. Ma cosa sarà sta Taommina, ho i piedi squamati dalle mie scarpe estive semiserie che quando le hanno costruite non sapevano che a volte può piovere.

Fatica. Andrea continua a cantare “vero, falso” e mi guarda poi ride, io voglio ridere con lui ma non ho fiato e i capelli fradici si incollano al collo mollo pure lui.

Luciuzza ansima, madonna se ansima, più di me e di te messi assieme, mi sa che sta faticando proprio. Uff.. Siamo in cima finalmente c’è un bar normale, io voglio entrare per un arancino ma tu continui a dirmi che dobbiamo proseguire verso la terrazza, perché la terrazza: “minchia è impottante!” dici, io se è impottante o no è lo stesso, sono stanca e voglio anche un bicchiere d’acqua frizzante. Che buona l’acqua frizzante.

Allora mi prendi la mano ed inizi a trascinarmi e ci infiliamo tutti in una stradina piccina piccina, sui muri ci sono le finestre colorate con le cornici di fiori, e un vecchietto con la coppola mi indica con un bastone e poi sorride senza denti, rido anche io, anche Andrea, anche Luciuzza e anche Martino e poi tu mi dici: “minchia guadda il panorama” e siamo sulla terrazza.

La terrazza è un terrazzone tutto ciottolato vecchio con dei localini scavati nelle pareti ed i tavolini verdi gialli con le granite sucche sopra. Che bello, la pioggia sembra meno forte e minchia c’è un venticello al profumo di mare con le onde, che voglio proprio guardare dal balcone della terrazza che se è bello ci porto una punta il prossimo anno.

E sì il balcone è bello da qui si vede il mare col vento, il mare sembra uno specchio sfumato e le onde si infilano una dentro l’altra e accarezzano la sabbia, un po’ si vede la Calabbria e un po’ si vedono i puntini che sono le persone in spiaggia che però: “minchia cheffanno qua che il mare è più pulito a Sarausa” dici tu sbuffando. Io non so se è più pulito a Sarausa, so solo che se piove quelli devono essere tedeschi, che i tedeschi lo fanno sempre il bagno anche quando piove.

Poi stiamo andando in un isola di Taommina che dici si chiama Bella, Isola Bella, dici che dobbiamo fare il bagno anche noi, ma noi non siamo tedeschi penso. Però qui all’Isola Bella è proprio bello anche il mare, così ci tuffiamo nelle onde con il mio costume rosso che è quello più vecchio che ho e anche se si rompe è lo stesso, tu nuoti e ridi, Andrea fa il sub e dice che ci sono le meduse, Luciuzza sta a riva perché ha paura e Martino dice che non si abbronzerà mai. Povero Martino per convincerlo a venire in Sicilia con noi ci abbiamo messo mega tanto tempo perché lui diceva che ci voleva il passaporto, e ora che è qua con noi piove sempre. Però Taommina e l’Isola bella sono belle e sono contenta anche se piove.