Capo Passero - Sicilia
Ciao a tutti ed anche il freddo arrivò… Uffa! E allora io quando inizia l’inverno penso al caldo, lo so sono strana ma è sempre in questo periodo che vorrei prendere un aereo e scappare nel mio luogo caldo preferito: la bedda mia Sicilia, il luogo dove il sole va in vacanza d’inverno!

E allora oggi vi propongo il mio itinerario preferito che va da Milazzo a Capo Passero, il punto più vicino all’Africa!

Sì perché per almeno cinque estati di seguito, quando ero felice, questo è stato il mio itinerario estivo con i miei siculi Giulio, Gabriele e Tanuzzo alla scoperta di spiagge magiche, arancini succhi e granite si sciolgono in bocca come lo zucchero fondente sulle casette di marzapane!

Iniziavo sempre da Milazzo dove Tanuzzo, e non zio Santuzzo, ha una mega casa sul mare che ci mettevamo nella veranda strogolati al sole e poi nel tardo pomeriggio ci tuffavamo nell’acqua trasparente e restavamo a mollo fino a quando il sole non tramontava davanti a noi fino a fare il sub fra le onde.

E poi via su verso Taormina, saltando i Giardini di Naxos che l’acqua era l’unico posto dove era strana, fra caricaturisti dell’ultima ora che ci aspettavano sulla terrazza panoramica, granite succose che guardavano con noi il mare, un bagno veloce all’Isola Bella, che per me è bellissima, e una visita all’anfiteatro romano la sera che si illuminava tutto di magia e ci riportava indietro nel tempo.

E dopo Taormina con Giulio sempre a fare il Malavoglia tour fra Aci Trezza, Aci Reale, Aci Castello, che una volta a Gabriele lo ha strisciato una medusa gigante ma il mare era così bello che non è voluto uscire lo stesso e ci siamo ritrovati alla sera a girare per le case dei vecchietti con la coppola a chiedere l’amoniaca anche se era tardi.

E ancora Catania che mi piaceva solo la sera perché era piena di feste in spiaggia dove ballavamo sugli scogli bevendo il mohito e poi Giulio faceva lo scemo con i turisti che una volta uno gli ha tirato il cellulare in acqua e per andarlo a prendere ci siamo tuffati tutti assieme e non siamo usciti fino a mattina!

E dopo Catania giù verso la patria di Gabriele a Siracusa, anzi Sarausa, a mangiare il panzarotto alle melanzane di Ortigia, a correre fra i labirinti di stradine fino alla piazza di Santa Luciuzza, e a fare il bagno nel paradiso caraibico di fontane bianche tuffandoci dalla barca di Gabriele cantando tutti insieme.

E ancora gli ultimi giorni sempre a scendere da Noto, dove il centro storico è un piccolo angolo di magia medievale, ad Avola, dove si trova il mio vino preferito, a Pachino terra dei miei cigliegini preferiti sulla pizza e vicino di casa di Capo Passero dove senti l’Africa se ascolti il mare mentre guardi l’isola davanti alla spiaggia!

E poi ritornare al nord con il sole nel cuore e la certezza che quei posti ritorneranno nella mia vita ogni estate sempre di più… se solo avessi saputo che ora è tutto diverso, la Sicilia non la vedo da tre anni, Giulio è quasi sposato, Gabriele fa il portaborse a Roma, Tanuzzo è disperso fra Madrid e Genova e io circondata dalla nebbia padana viaggio senza pace con in tasca la mia malinconia per ritrovare invano quelle sensazioni uniche.

Grazie beddi siculi miei, quando ero felice ero con voi!
( Francesca B. )