Musei Vaticani racchiudono un incredibile collezione di opere d’arte raccolte dai diversi papi, per raggiungerli basta seguire il muro nord del Vaticano in piazza San Pietro.

Le cose da veder qui sono tantissime e probabilmente un’unica vista non vi basterà, il modo migliore per compiere una vista completa è prendere uno degli opuscoli con la pianta dei musei e seguire uno dei quattro itinerari che terminano tutti nella fantastica Cappella Sistina.

I Musei Vaticani si compongono di diversi Musei e Gallerie tutti da esplorare.

Il Museo Gregoriano Profano, iniziato da Gregorio XVI nel 1844 conserva soprattutto antichità classiche, statue greche del V e VI secolo a.C. e sculture romane.

Il Museo Pio Cristiano, una collezione fondata da Pio IX nel 1854, composta da antichità paleocristiane fra cui sculture provenienti dalle catacombe e dalle prime basiliche.

La Pinacoteca, una galleria fondata da Pio IX che ospita una magnifica collezione di dipinti di epoche comprese fra l’IX e il XIX scolo. Fra i vari autori non perdetevi le opere di Raffaello racchiuse in una sala totalmente dedicata all’artista dove trovate fra le altre la “Madonna di Foligno”, e la magnifica “Trasfigurazione” completata da Raffaello nel 1520 poco prima di morie.

Il Museo Missionario-Etnologico, con una collezione di materiale etnologico e antropologico raccolto dai missionari cattolici.

Il Museo Gregoriano Egizio, voluto da Gregorio XVI nel 1839 comprende numerosi pezzi portati dall’Egitto in epoca romana. In particolare non perdetevi il Trono di Ramsete IIche faceva parte di una statua raffigurante il faraone seduto, e le due mummie, una completamente coperta di benede e l’altra con mani e piedi scoperti.

Il Museo Chiaramonti, un lungo corridoio che costeggia il Cortile della Pigna e comprende una miriade di statue in marmo di divinità, di cherubini e di busti di patrizi romani, che ci danno un’idea delle diverse acconciature che andavano di moda nell’antica Roma. In fondo al museo si trova la Galleria Lapidaria, che racchiude 3000 inscrizioni cristiane e romane, è visibile attraverso un cancello ed è aperta solo agli studiosi su richiesta.

Il Museo Pio Clementino, qui nell’elegante Cortile Ottagono trovate statue antiche, bassorilievi e sarcofaghi. Ritornando indietro nella Sala degli Animali notate sculture di creature di ogni genere. Nella Sala delle Muse trovate il famoso “Torso del Belvedere”, scultura greca del I secolo a.C.  Nella Sala Rotonda, costruita da Michelangelo Simonetti nel 1780, potrete ammirare diverse statue colossali e nella Sala a Crose Greca trovate i sarcofaghi in porfido della figlia di Costantino e di sua madre Sant’Elena.

Il Museo Gregoriano Etrusco, che racchiude gli oggetti funerari etruschi provenienti dall’Etruria meridionale, in particolare non perdetevi quelli della sala II trovati nella Tomba Regolini-Galassi nel 1836 a sud di Cerveteri.

La Galleria dei Candelabri, che sculture classiche ornata con diversi candelabri da cui prende il nome.

La Galleria degli Arazzi, dove gli arazzi alle pareti di sinistra (andando verso la Cappella Sistina) risalgono al XVI secolo e furono disegnati dagli allievi di Raffaello.

La Galleria della Carte Geografiche, decorata da 40 carte geografiche che furono dipinte dal 1580 l 1583 per papa Gregorio XII in base a rilievi di Ignazio Danti, uno dei grandi cartografi dell’epoca.

Le Stanze di Raffaello, erano gli appartamenti privati di Giulio II. Raffaello affrescò la Stanza della Segnatura e la Stanza d’Elidoro, mentre i suoi allievi decorarono la stanza dell’incendio seguendo i disegni e le istruzioni del maestro. Il Perugino realizzò invece l’affresco sul soffitto.

La Famosissima Cappella Sistina è la cappella privata del papa, fu terminata nel 1481 per Sisto VI e accoglie il Conclave per l’elezione del papa. E’ famosa soprattutto per le opere di Michelangelo: gli stupendi affreschi della “Genesi” che decorano la volta a botte e il “Giudizo Universale”, capolavoro della maturità di Michelangelo, sulla parete di fondo.

In particolare il “Giudizio Universale” fu eseguito fra il 1535 e il 1541 e raffigura le anime dei defunti che vengono strappate alle loro tombe per affrontare l’ira divina. La composizione piena di emozione viene considerata la testimonianza del rapporto tormentato di Michelangelo stesso con la fede.