Castelli Loira
Partiamo da Rieti il 6 Agosto. Il progetto è un macroturistico TOUR DE FRANCE in auto, 10 gg circa la durata. Il risultato è..

LOIRA, BRETAGNA, NORMANDIA E…Il viaggio in auto dal nostro amato CENTRO ITALIA è lungo, così prima di raggiungere il nostro primo obiettivo- la valle della Loira- almeno una sosta ce la concediamo. Ci fermiamo nel cuore del Massiccio Centrale, non troppo distante da Lione ma neppure da Tours (dove sarà molto indicato alloggiare se si vuole visitare l’inclìta vallata coi celeberrimi castelli). La cittadina in cui sostiamo è CLERMONT FERRAND, grazioso centro universitario e, come saprò solo al rientro, abbastanza noto scalo per i viaggiatori di passaggio fra l’Italia e la Francia e non solo. Il tempo di una serata e il pomeriggio successivo siamo già a Tours,dove trovare un albergo può non essere semplicissimo in questo periodo dell’anno..ma noi siamo stati fortunati. Che dire di questa località? Come detto da qui si raggiungono in poco tempo tutti i castelli più importanti, più le altre mete, più o meno inflazionate, di qualche interesse in questa zona; la città in sé però non sconvolge: il centro moderno è praticamente deserto alla sera, mentre il centro storico riceve più turisti di quanti non ne possa realmente accogliere, col risultato di locali ultracolmi di persone e caos per ogni men che esperto viaggiatore alla ricerca di un pasto o anche solo di una bibita.

Bella la cattedrale ma in Francia se ne vedranno di migliori. Il consiglio è di spostarsi per cenare e rimanere in giro per castelli anche la sera, cosa oltremodo più stimolante. Da questa postazione i castelli che visiteremo saranno 3, uno più bello dell’altro e dopo i quali pare lezioso star lì a vedersi pure tutti gli altri(anche perché i biglietti costicchiano): AMBOISE, CHENONSEAUX, CHAMBORD. Non perdetevi lo spettacolo di luci serale in quest’ultimo: vale tutto il viaggio e volendo non costa niente rispetto al biglietto d’ingresso! Da Tours si raggiungono presto anche dei villaggi trogloditi a Sud di Saumur, molto antichi e che pare siano interessantissimi da visitare; noi non l’abbiamo fatto ma lo segnalo perché mi riprometto di andare quando potrò, chissà quando. Altro consiglio: ai castelli se ci sono prendete le audioguide, vi lasceranno immagini più nitide e coerenti di quello che vedrete, poiché le spiegazioni si possono gestire autonomamente, accorciare o approfondire a piacimento così da evitare noiose chiose e orpelli storico-architettonici di scarsa utilità per i più.

Oltre ai castelli un’altra visita interessante è stata quella ad ORLEANS, stranota città natale di Giovanna d’Arco. Della città va visitata essenzialmente la zona della cattedrale, il quartiere antico, la Rue de JEANNE D’ARC e la piazza col monumento della pulsella. C’è di buono che si visita tutto a piedi e in mezza giornata, godendo di scorci magnifici e oltre tutto gratis. La cattedrale è splendida, come bellissimo è il quartiere antico con le tradizionali casette fasciate in legno, con le quali conviene che il turista inizi a familiarizzare perché il paesaggio francese ne è caratterizzato da Nord a Sud per ogni dove. Molto curato e accogliente è il parco PASTEUR, dove si consigliano lunghi e tranquilli pic-nic e se si hanno dei bambini è il massimo per il loro divertimento.

Lasciata la zona dei castelli la nostra seconda meta è la Bretagna, con previsto alloggio a RENNES. Più che la visita alla città, la cosa più interessante da fare in zona è inoltrarsi nella foresta di BROCELIANDE, a PAIMPONT, come dicono i francesi proprio “a coté” della città. Rennes è una città che si dimentica, tutto sommato, ma non si dimentica lo strano fascino di questi luoghi ai suoi margini, dove non è raro trovare raduni, riunioni, ricostruzioni sul mondo celtico. La foresta è nota per essere diventata l’ambientazione tradizionale di molti luoghi della saga di re Artù, di Merlino..

Ma al di là di questo colpiscono i lunghi viali neri di alberi, che si aprono a prati soleggiati e a campi biondi di vegetazione selvaggia. Bellissimo lo stagno al centro della foresta, magico col castelletto che vi si specchia e che racchiude tutto l’esotico della Bretagna e insieme il suo spirito alla mano e familiare per noi italiani della provincia reatina, ancora tra le più “georgiche” e meno “cool” della penisola. A Rennes il consiglio più vivo è di rivolgersi per dormire alle care catene alberghiere tipo ETAP o altre a buon mercato, ma farlo presto perché sono le prime a riempirsi e altri alberghi non offrono prezzi così competitivi. L’unico neo è che gli ETAP sono fuori città e si trovano a stento anche col navigatore satellitare; insomma mettetevi per tempo alla loro ricerca perché il gioco vale la candela per prezzo e praticità. Lo stesso consiglio per altre zone molto turistiche o in città medio-grandi dove al centro gli hotel si fanno ben pagare.

La Bretagna andrebbe senz’altro visitata fino a BREST, con la costa e tutto il resto; ma chi ha ancora davanti tutta la costa Normanna e pochi giorni da sfruttare il tutto non si può fare, così si va dritti al confine con la Normandia verso SAINT MALO. La celebre città corsara è una delle più belle di tutto il tour: appena arrivati vi verrà proposto il giretto delle mura in trenino, ma voi fregatevene e iniziate il giro a piedi, perché il bello qui è guardarsi tutte le viuzze una per una e FARSI UN’IDEA girando e rigirando. Bello è l’odore delle CREPERIES che sono ad ogni angolo di strada, osservare e magari gustare i dolci coloratissimi e profumatissimi del posto. Non esitate a rimanere anche di sera in città, non perdetevi la camminata notturna sui bastioni, che colpisce per la bellezza del panorama sia verso il mare, sia sulla città gremita di turisti, artisti di strada, concertisti e così via..

Da S. MALO, che richiede una giornata intera per essere spulciata per bene, si parte per la vicina MONT S. MICHEL, meta immancabile per chi visita questa parte della Francia. Eppure il nobile e fiero monte, rinomato per il fenomeno delle maree, non mi ha mozzato il fiato come credevo. Sarà stata l’eccessiva aspettativa, o la gran ressa lungo l’unica angusta via interna alle mura,il vento ed in ultimo anche un temporale, ma io non ne conservo un’immagine così irripetibile. Il consiglio è di informarsi prima di andare, non so come, sul coefficiente dell’alta marea nei vari giorni:non sempre l’isolotto si allaga, spesso l’alta marea si scorge appena e se si capita in un giorno “secco” si sta un’ora in posa non vedendo movimenti di sorta se non quelli dei turisti su e giù per le ripide scalinate incerti e spaesati sul da farsi.

E’divertente andare a zonzo per la grande spiaggia asciutta, e al solito è bello il giro delle mura, ma dopo ciò non so che altro dire. L’abbazia non l’ho vista dentro, so che fanno visite anche in italiano ma di fatto è per la marea che si va al monte, e se non c’è quella uno è seccato e non gli va molto di visitare abbazie! Comunque in mezza giornata il posto si visita, e per dormire il consiglio di allontanarsi un pò dal centro turistico, dove la speranza di alloggiare e mangiare come si deve è piuttosto evanescente. Segue la parte più austera del viaggio: le spiagge di Normandia dove avvenne lo sbarco degli Alleati nel ’44. In un giorno i luoghi principali si riescono a visitare, essenzialmente 3: UTAH BEACH,PONT DU HOC, OMAHA BEACH. Meravigliosa la terza tappa, dove il cimitero dei caduti americani lascerà un’ immagine di tristezza e insieme di soddisfazione per esserci stati, per avere un momento di consapevolezza in più nella coscienza, più di tutti quelli che quel luogo non l’hanno visto e che quindi, in qualche modo, non possono capire. Per sdrammatizzare il tutto la tappa più indicata a seguire è CAEN, cuore della Normandia, città bella e romantica come poche, misteriosa come tante in queste zone ma che si svela facilmente ai turisti di passaggio anche per una sola sera, a piedi, senza star troppo a pontificare sulla storia e i palazzi e così via. Godetevela passeggiando, osservate il bel castello illuminato e le vie silenziose. Scorci da non credere ad ogni portone. Poco lontano, il giorno dopo, le straordinarie falesie di ETRETAT: non dico nulla, dovete andarci e rimarrete annichiliti dal sublime di un luogo così selvaggio e insieme così popolato di vita e quotidianità cittadina. Potete finire il viaggio a ROUEN, se vi va. Vi morìGiovanna D’ARCO, vi si chiude un viaggio così vario e ricco che..OK chiudo,1altro post sarebbe eccessivo!