Kebab e birra Stella
La cucina egiziana non è molto caratteristica, più che altro è simile a quella dei paesi mediorientali confinati.

Buona parte dei piatti considerati “egiziani” sono in realtà un mix di influenze culinarie Turche, Libanesi, Persiane e talvolta perfino Inglesi.

Tuttavia ciò che contraddistingue la cucina Egiziana è la semplicità che deriva dalle sue radici povere e contadine.

Semplicità che oggi è diventata quasi una moda, tanto che il trend del momento sono ristoranti eleganti che propongono costose e raffinate versioni di cibo contadino.

E allora per non essere fuori moda, non perdetevi:

le Felafel, polpettine di pasta di fave e spezie fritte e servite in un pezzo di shammy (pane simile alla pita). Pensate che addirittura i McDonald egiziani hanno lanciato con successo il McFeafel.

La Sharma, fettine sottili di carne d’agnello o pollo tagliate da uno spiedo verticale, un po’ la versione egiziana del gyros greco.

Il Kushari, un misto di tagliolini, riso e lenticchie nere con cipolle fritte e salsa di pomodoro.

E il Kebab, lo spiedino di carne grigliato, il cibo più diffuso non solo in Egitto ma anche in tutta Europa.

Il tutto accompagnatelo da una birra Stella, una birra chiara e schiumosa imbottigliata al Cairo, oppure da uno dei tre vini Egiziani per eccellenza: l’Omar Khayyam (rosso), il Rubis d’Egypte (rosè) o il Cru des Ptolemèes (bianco).

E mi raccomando prima di alzarvi da tavola non dimenticate di lasciare la mancia (o baksheesh) che per gli egiziani è d’obbiligo, è infatti usata come il principale modo per arrotondare il loro misero stipendio.