Maputo - Mozambico
Alba. Che giorno è oggi? Dove sono? Qualche attimo di smarrimento poi realizzo, il Mozambico, anzi non ancora. Siamo fermi sull’autobus dell’Intercape che da Nelspruit – Sudafrica, dove ci ha imbarcato ieri notte, ci porterà fino a Maputo attraverso la frontiera Rossano Garcia dove per l’appunto adesso siamo.

Intorno a noi migliaia di persone che attendono l’apertura della frontiera che avverrà alle 6. Molti hanno le macchine stracariche di ogni cosa, da materassi a sedie di plastica, da biciclette a sacchi strapieni di vestiti.

Aspettiamo. Finalmente lo “stuard” dell’autobus ci avvisa che è ora di scendere e ci indica in quali uffici dobbiamo entrare e in quale ordine. Nessun problema, seppure abbiamo le facce ancora piene di sonno e gli uffici siano strapieni, non abbiamo nessuna difficoltà e facciamo il nostro iter burocratico senza intoppi (paghiamo solo 12 rand a testa), anche perché il visto l’abbiamo fatto fare all’ambasciata mozambicana a Roma (speso 25€ a testa per visto più 8€ per spedizione passaporti e foto).

E’ arrivata l’ora di passare dall’altra parte e dobbiamo farlo a piedi, l’autobus ci aspetterà in Mozambico a un centinaio di metri. Arriviamo tutti e sei davanti alle guardie che prendendo in mano il primo passaporto, lo guardano, ci guardano e dicono sorridendo “Italia, compion du mundo!” e noi ci mettiamo a cantare “po popopo popo po”, e ci fanno passare senza quasi fare altri controlli…però meglio che un visto!

Arrivati al pullman ci accorgiamo che se a noi è andato tutto liscio, diversamente è stato per il ns mezzo di trasporto: un camioncino che trasportava legno ha fatto una retromarcia nervosa e ha conficcato nel parabrezza una trave grossa come una gamba e ne ha lasciato infilzato una buona parte nel cristallo crepato…oggi aria condizionata gratis, con felicità del guidatore!

Finalmente risaliamo e ripariamo per Maputo. E’ incredibile, avremo percorso solo qualche kilometro ma il panorama è diametralmente opposto: baracche il lamiera invece di ridenti ristorantini, paludi e sterpaglie invece di giardini ben curati, uomini in bicicletta e soprattutto a piedi invece di operai su pik-up…insomma l’AFRICA.
br> In un paio d’ore arriviamo a destinazione, MAPUTO e ci accorgiamo che sebbene non vediamo Town-ship come in Sudafrica, la periferia è veramente degradata mentre nel centro si alternano moderni palazzi con banche o uffici a casermoni decaduti e villette coloniali.

Arriviamo al capolinea alle 07:30, ritiriamo i bagagli e ci guardiamo un attimo intorno, l’atmosfera è nuova e ci elettrizza. Veniamo subito circondati da gente che in cambio di pochi soldi ci vuole trovare una sistemazione per la notte..

Un omino grida “Fatima, Fatima!”… il ns albergo e lo seguiamo fino alla navetta che ci porterà a fare finalmente un riposino.

CENTRALLY LOCATED IN MAPUTO – Mao Tse Tung Ave, 1317 email: fatimas@tvcabo.co.mz Phone: +258 (0) 82 4145730 – +258 (0) 82 3070870 Fax: (+) 258 1 300 305

La ns navetta è però una bagnarola in quanto furgoncino aperto sul retro così che ci caricano “armi e bagagli” sul cassone…almeno ci facciamo una panoramica della città senza filtro.

A un semaforo un motorino ci affianca e ci chiede dove andiamo e ci avverte che abbiamo una ruota a terra, noi gli diciamo che andiamo da Fatima… ma sì forse ci arrivate!

E ci arriviamo. Il viaggetto dura 15’ e già abbiamo capito che il mondo è cambiato :ridiamo e ci adattiamo.

Da fuori Fatima sembra un fortino con guardia alla porta, filo spinato, cani da guardia, cancello e doppio cancello, dentro sembra casa di mia nonna…divanetti disfatti, portacenere fatti di conchiglie, un portico con una mini cucina dove ognuno si può fare un the, basta che dopo lavi la tazza che ha usato e in generale un’atmosfera molto bohemienne. E’ un grande alloggio Pace e Amore…

Gigioniamo aspettando che qualcuno ci faccia vedere le camere, finalmente arriva un mozambico-jamaicano (solo per i rasta e l’erbetta che ipotizziamo non si faccia mai mancare) che ci fa scegliere tra camere con bagno privato con 4 posti letto (225 rand) o con bagno in comune (180 rand)…noi scegliamo quello con bagno privato mentre Raffa & Andrea B. , Jael & Andrea F. optano per l’altro.

Preso possesso della camera da qualche minuto sentiamo bussare…Jael e Andrea F. non hanno trovato di loro gradimento la camera (parure di reggiseno e mutandine attaccata alla maniglia della finestra) e decidiamo di dividere la camera…(speriamo sinceramente anche di risparmiare qualche euro dividendo)…non c’è problema, la camera è piccola, il bagno microscopico ma è solo per una notte!

Doccetta e poi in pista, pronti a scoprire il volto di questa città.

Ci incamminiamo per le strade in cerca di un bancomat, un telefono e un negozio di articoli video…chissà se saremo soddisfatti! Troviamo il bancomat e ritiriamo metical (1€ = ±33 meticales) senza problemi.

Chiediamo di un centro commerciale e ce lo indicano a una ventina di minuti di cammino…benissimo in marcia!

Le strade sono strapiene di persone, in ogni angolo chioschetti vendono mandarini (che impareremo a conoscere bene) caramelle o biscotti, qua e là sul marciapiede vengono esposte mercanzie, da scarpe a batic, ogni cosa sia turistico che non.

Una cosa ci colpisce, siamo gli unici bianchi, ma qua sembra che non se ne curi nessuno! Sotto il palazzo del centro commerciale c’è un’affollamento di venditori di souvenirs e tutti ci chiamano, ci tirano guarda, mira, buen precio! Come ci si aspetta in ogni buon mercato africano da Tunisi a Maputo.

Entrati nel centro commerciale è un altro mondo! Pulizia, ordine e progresso, il cammino di un paese tra i più disastrati per uscire dal tunnel tra dislivelli sociali e controsensi. Gironzoliamo, ma in effetti non ci sfizia niente, tutto troppo artefatto.

Usciamo e ormai è ora di pranzo. Diego avvista con famelica lungimiranza un ristorantino dall’altra parte della piazza “PIRATES” Si mangerà pesce, speriamo!

Il menù è molto accattivante soprattutto per i prezzi che non hanno nulla a che fare con il Sudafrica (e tantomeno con l’Italia) ma che scopriremo essere superiori ai prezzi mozambicani in genere ( paghiamo 27, 6 € a coppia).

Mangiamo da stare male e tutto molto buono. Rientriamo nel centro commerciale per chiamare Delito, il nostro amico di Maputo conosciuto da amici di amici a Cape Town dove era in vacanza. La sera Delito ci viene a prendere e ci porta a casa sua, ci fa conoscere la sua famiglia e altri amici.

L’atmosfera è surreale, sembra che ci conosciamo da sempre, comunichiamo un po’ in inglese un po’ in un portoghese fantasioso improvvisato da Diego e Raffaella.

Mangiamo insieme una cena semplice ma gustosa e ci facciamo spiegare qualcosa di questo paese misterioso di cui non esistono guide turistiche o altre dritte e in cui noi ci siamo tuffati senza avere quasi idea su cosa avremmo trovato.

La situazione in alcune zone è veramente drammatica, ma sul mare dove staremo noi non dovremmo avere sorprese, ne di malattie (malaria ecc.) ne di altra sorta.

Delito ci da anche il numero di alcuni suoi amici a Tofo (la ns prima tappa) e a Vilanculos (l’altra tappa) per avere appoggio nel caso ne avessimo bisogno o anche solo per avere dritte su dove dormire.

Sono veramente una famiglia fantastica , hanno passato la guerra ma sono di una dolcezza e di una gentilezza meravigliosa! Dieci minuti prima eravamo estranei e ora siamo un famiglia.. Il loro amore ci rimarrà nel cuore per sempre, facendoci desiderare di poterli in un futuro riabbracciare…

Rientrati da Fatima prendiamo accordi per l’autobus che alle 5 della mattina ci porterà verso Tofo….Il tipo addetto alla gestione del Back pakers prova a fare il furbo facendoci pagare la camera da 4 posti letto 225 rand a coppia…tot.450r Allora un po’ ci agitiamo… ci siamo privati della privacy e della libertà per pagare di più di quanto avremmo speso se fossimo stati ognuno in una camera…Qualcosa non torna!!!!

Gli facciamo gentilmente notare che il listino prezzi alle sue spalle dice una stanza da 4 = 345rand lui dice che è sbagliato …non vogliamo avere problemi, dobbiamo ancora passarci la notte e subiamo e paghiamo ..ma in camera gli prometto tutta la pubblicità su internet più negativa possibile…

Sveglia all’alba e troviamo una busta infilata sotto la porta con un messaggio di scuse e con 105 rand che ci vengono restituiti : si scusa e ci restituisce i soldi???

Cosa è successo?? Le nostre ipotesi sono due anzi tre…

1) la ragazza italiana che ha appena trasferito le sue valigie nella stanza del tipo ci ha messo una buona parola…

2)Andrea B che è stato l’ultimo di noi a parlagli a detto la frase magica che ha toccato il suo cuore..

3) uno di noi vedendo il nostro umore un po’ nero abbia simulato il tutto per renderci felici…

La verità non la sapremo mai… Concludendo la mia opinione su Fatima è: informatevi e c’è sicuramente un’alternativa…non sono gli unici nella zona .. La pulizia è proprio ridotta al minimo e in bagno ancora meno….e poi chiarite sempre tutto e magari fatevi scrivere la cosa pattuita a scanso di equivoci futuri… Questo vale in tutto il mondo.

…continua…