Le isole Eolie sono sette isolette vulcaniche sulla costa nord della Sicilia. Qui il tempo sembra essersi fermato: paesaggi lunari, terre solfuree e altipiani colorati dai fiori.

Il consiglio è di andarci da metà settembre a giugno, saltando così il periodo estivo di maggior turismo, ed immergersi nella quotidiana pace della vita degli abitanti delle isole: i mercati mattutini, il relax pomeridiano, e la vivacità delle piazzette dove si radunano gli isolani la sera.

Ricordate che l’arcipelago non ha risorse idriche. L’acqua viene rifornita da navi cisterna. Per risparmiare sull’acqua una legge del 1939 obbliga gli albergatori ad affittare una camera per almeno sette giorni consecutivi. Diffidate degli affittacamere abusivi che, appena sbarcate, vi assalgono con  le loro offerte.

Le isole sono raggiungibili in estate: da Milazzo con 25 collegamenti giornalieri in aliscafo (50 minuti) o in traghetto (1 ora e 50 minuti), da Messina con 6 collegamenti al giorno (1 ora e 40 minuti), e da Palermo con 2 collegamenti al giorno (3 ore e 50 minuti).

Scegliete dunque voi la vostra isola ideale fra:

Lipari, l’isola più grande è conosciuta dell’arcipelago con un centro urbano molto pittoresco.  Da non perdere : Marina Corta un porticciolo da sogno con le viuzze strette circondate dalle case dei pescatori. Canneto una località balneare con una bella e grande spiaggia di sassi.  Quattrocchi dal cui belvedere potete abbracciare con lo sguardo un panorama meraviglioso da Vulcano alla cima innevata dell’Etna.

Vulcano, quella che Omero definì una bianca isola dalle invalicabili mura di bronzo e dalla cima spoglia. La casa di Eolo il Dio dei venti. L’isola è caratterizzata da due vulcani recenti con un cratere sempre in attività che secondo gli esperti sarebbe uno dei più pericolosi al mondo. Qui potete scegliere fra un’escursione a piedi fino alla cima del vulcano. Una giornata di mare sulla spiaggia nera, o una visita alla valle dei Mostri dove vedrete i residui delle ultime esplosioni del vulcano, con rocce di magma dalle forme più strane.

Salina,

la più bella delle sette isole, famosa per la produzione della Malvasia, per la coltivazione dei capperi e per il monte Fossa delle Felci la cui cima ricoperta di alberi è una riserva naturale ideale per una piacevole passeggiata.

Panarea, l’isola più piccola dell’arcipelago, famosa per le sue acque blu, è il paradiso delle immersioni subacquee sui bassi fondali dove sprofondò all’inizio dell’era cristiana una parte del vulcano che prima univa l’isola ai suoi attuali isolotti satelliti. L’isola, diventata purtroppo luogo snob dei ricconi, è affascinante con le sue caratteristiche casettine bianche, una vegetazione lussureggiante e le acque colorate. Le macchine sono vietate.

Stromboli, la più lontana dalla Sicilia, con i fondali che scendono a precipizio subito dopo la riva, e con un cratere in attività permanente che offre grandiosi spettacoli di luce notturni, che sprigiona lapilli che tingono l’isola di grigio e nero su cui fanno contrasto le casette bianche, quasi dipinte sullo sfondo scuro.

Filicudi, piccola isola a 20 km da Salina, è il regno delle palme e delle felci che circondano i sentieri. Le coste molto belle e caratterizzate da grotte insolite come quella del Bue Marino così grande da permettere il passaggio di una barca.

Alicudi, la più solitaria e selvaggia, lontana dal chiasso del mondo, l’isola che Nanni Moretti cita nel suo “Caro Diario”, qui la vita è abbastanza dura, l’unico mezzo di trasporto che permette di coprire le brevi distanze da una casa all’altra è il mulo, e l’elettricità stessa è una conquista che l’isola ha ottenuto da poco.